Lo stress correlato al lavoro è un disturbo emergente, ne soffre 1 italiano su 4 e circa il 27% dei lavoratori ed è considerata la causa, secondo dati dell'Inail, di oltre la metà delle giornate di assenza in un anno. Tutto ciò comporta costi che si aggirano intorno ai 20 miliardi di euro l'anno fra spese sanitarie e giornate di lavoro perse per le imprese. Allo scopo di dare quindi alle imprese l’opportunità di migliorarsi sia sotto un profilo economico che gestionale è aumentato sempre di più l’obbligo per loro di osservare il Decreto Legislativo 81/08, il quale le pone in una posizione di rivalutare l’organizzazione interna della propria azienda, società, ente e non solo per adempiere un obbligo normativo. In esso è stato esplicitato con chiarezza, all’art.28, che la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi tra cui anche quelli collegati allo stress correlato al lavoro. Nell’ottica quindi di un moderno concetto di rischio sul lavoro non si può più considerare solo il pericolo derivante dall’eventuale danno per la salute fisica dei lavoratori ma è necessario comprendere anche i nuovi rischi che incidono sul benessere psicofisico e sull’integrità complessiva della persona (stress, burn-out, mobbing, ecc). Lo scopo di tale valutazione rimane quindi quello di guidare e sostenere i Datori di lavoro e i Lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.
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