Visualizzazione post con etichetta malattie professionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta malattie professionali. Mostra tutti i post

martedì 7 giugno 2011

Sei stressato?Verificalo con StressCheck.

Un popolare spot diceva “C’è un app per tutto” e alla fine è vero, perché c’è un’applicazione anche per valutare il livello di stress da lavoro correlato. La legge vuole che il datore di lavoro verifichi il livello di stress dei propri dipendenti, ma se proprio non vi fidate del vostro capo potete utilizzare Stress Check. È un'utile applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch da scaricare direttamente da iTunes e in maniera del tutto gratuita.

Ma come funziona? Basta rispondere a 20 domande, ognuna ha il suo punteggio e la loro somma vi dà il livello generale di stress. In più l'applicazione è in grado di dirvi in quale ambito della vostra vita risiedono le maggiori fonti di stress indicandovi di quale tipo soffrite, i suoi sintomi e come potete combatterlo. L’ultima versione, 1.4, vi permette di salvare il punteggio ottenuto e monitorare i cambiamenti, si spera in meglio, del vostro stile di vita e del livello di stress a cui siete sottoposti. Pagando una piccola cifra avrete a disposizione anche dei video di Office Yoga e degli esercizi di meditazione, i primi sono ideati appositamente per essere svolti in spazi piccoli, come appunto l’ufficio; i secondi invece servono per il rilassamento profondo e per ricevere una carica di ottimismo.

Il software è prodotto da AIIR LLC sulla base di una serie di ricerche scientifiche in questo campo

venerdì 20 maggio 2011

Lavoratori over 50

Come sappiamo l’impegno per la sicurezza sul lavoro a Roma è molto attivo, tant’è che dal sito dell’Università La Sapienza è possibile scaricare l’opuscolo “Tutela della salute dei lavoratori over 50”. È stato redatto dal Dipartimento di Scienze Psichiatriche e Medicina Psicologica, dalla Cattedra e Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, dall’ Ufficio Generale della Sanità Militare dello Stato Maggiore della Difesa e da Spresal-Azienda AUSL RM/E.
I temi trattati, oltre alle strategie politiche lavoratori over 50, sono:

  • Formazione continua: si concentra sull’importanza della formazione lungo tutto il corso della vita (lifelong learning), con lo scopo di evitare l’invecchiamento del modo di lavorare oltre che del lavoratore stesso.
  • Counseling nei luoghi di lavoro: il counseling è l’ascolto empatico volto ad orientare sostenere e sviluppare le potenzialità del “paziente”, promuovendone gli atteggiamenti positivi.
  • Contrasto alla discriminazione (AGESIM): la discriminazione nei confronti dei lavoratori più adulti è un fenomeno che si riscontra spesso, perciò è necessario combattere le barriere che l’età pone ed evitare tali fenomeni.
  • Invecchiamento e lavoro: continuare a lavorare dopo i 50 anni è una scelta che lavoratore e datore devono condividere, ma il datore è il principale responsabile, in quanto deve assicurare al lavoratore il mantenimento di motivazione e soddisfazione derivanti dall’ambiente lavorativo.
  • Il medico del lavoro e il lavoratore over 50: l’idoneità fisica per i lavoratori over 50 deve essere un concetto affrontato in maniera flessibile, soprattutto in virtù delle recenti scoperte per ciò che riguarda l’interazione corpo-mente, i rischi psicologici da stress e da bournout.

giovedì 20 gennaio 2011

Test antidroga autisti, ora validi anche in Alto Adige.

A partire da venerdì 21 gennaio entrerà in vigore in Alto Adige l’obbligo di test antidroga per autisti, camionisti, conducenti di nave, treno, mezzi pubblici, mulettisti, gruisti, escavatoristi, controllori di volo.

L’obbligo arriva a ratificare l’accordo previsto dalla conferenza Stato Regione del 2007 chiamato “Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di uso di sostanze stupefacenti o psicotrope nei lavoratori con mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi”.

Accertamenti tossicodipendenza lavoratori da eseguire al momento dell’assunzione, periodicamente, a campione, a intervalli di massimo due anni, o in qualsiasi momento in caso di sospetto.

Previste dalle analisi, esami delle urine, e in alcuni del capello. Il dipendente dovrà essere informato con un preavviso non superiore a un giorno.  Se risultato positivo andrà verso la sospensione e successivi accertamenti fino alla segnalazione al territoriale Sert.

Il testo completo della norma Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di uso di sostanze stupefacenti o psicotrope nei lavoratori con mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi è sul sito della Conferenza Stato Regioni.

martedì 11 gennaio 2011

Sicurezza sul lavoro, intesa Regione Umbria e INAIL

La Regione Umbria e l'Inail hanno formato un protocollo d'intesa in tema di sicurezza sul lavoro con l'obiettivo di proseguire la cooperazione tra i due enti per una diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Con particolare attenzione posta questa volta sullo stress lavoro correlato.

Per quanto riguarda lo stress lavorativo il progetto prevede il prosieguo delle correnti attività di analisi  dei lavoratori che avevano presentato alterazioni dei parametri clinici e strumentali utilizzati per lo screening e il lancio di un focus sullo stress correlato tenendo conto delle normative attuali che hanno previsto l'obbligo per le aziende della stesura del "Documento valutazione rischio stress lavoro correlato" entro il 31 dicembre del 2010.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, in particolare la salute a contatto con agenti chimici e ambientali novici, è stata rifinanziata e sollecitata nel continurare l'opera del progetto "Prevenzione dei rischi e delle patologie professionali” nel cui ambito si è realizzata la sorveglianza sanitaria sui lavoratori e ex lavoratori esposti al rischio amianto

L'intero testo dell'intesa Regione Umbria e INAIL sulla sicurezza sul lavoro è consultabile in PDF sul sito regionale dell'INAIL.

lunedì 3 gennaio 2011

Parte l'obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato

È in vigore dal 1 gennaio 2011 l’obbligo per le aziende di stesura del documento valutazione rischio stress. Un obbligo atteso, previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, in base al quale le aziende dovranno valutare e descrivere se nell’azienda esistano avvisaglie e sintomi da stress lavoro correlato.

Lo stress lavoro correlato, le patologie derivate dalle condizioni di lavoro, dai rapporti personali tra i dipendenti e i capi,  dalle situazioni ambientali, sono ormai da tempo considerate vere e proprie patologie che possono gravare sulla salute dei lavoratori al pari degli infortuni fisici.

Da tempo le attenzioni delle istituzioni, del legislatore e degli enti previdenziali sono centrate sull’insorgere e la presenza di queste patologie. Ora entra in vigore un obbligo di legge che chiarisce definitivamente come lo stress sia una malattia presente, diagnosticabile, curabile.

Con l'entrata in vigore dell'obbligo di valutazione del rischio stress, le aziende dovranno seguire abitualmente le condizioni ambientali e umane in cui si trovano i propri lavoratori e prevenire qualora fosse necessario l'insorgere di patologie, malattie, stanchezze mentali causate dalle condizioni di lavoro. Un impegno da affiancare alle altre prassi riguardanti la tutela della sicurezza dei lavoratori, la stesura del Documento valutazione rischi, la presenza in strutura delle figure professionali addette alla sicurezza come RSPP, RLS, addetto primo soccorso.

Il Testo Unico sull Sicurezza sul Lavoro è online sul sito del Parlamento Italiano.

giovedì 25 novembre 2010

INAIL e malattie sul lavoro, oggi convegno a Roma

Continuano i dibattiti sulle malattie professionali, sullo stress lavoro correlato e le altre patologie derivanti dalle differenti condizioni in cui le persone di sotrvano durante la giornata lavorativa. Oggi l'INAL e il suo Dipartimento Processi Organizzativi (ex ISPESL) affrtonteranno il tema in un convegno, partendo da un sisitema proprietario di rilevazione e accumulo dati chiamato MALPROF. Sistema di sorveglianza MALPROF. (Chiaramente tratto da malattie e professionali).

MALPROF, moderno sistema di sorveglianza, che archivia e analizza le segnalazioni riguardanti l’esistenza di patologie professionali. Una banca dati alla quale rivolgersi per monitorare costantemente la salute dei lavoratori, e dalla quale ricavare percentuali, consulenza stress lavoro correlato, numeri buoni per la pianificazione di iniziative e campagne di informazione e sensibilizzazione.

martedì 23 novembre 2010

Le malattie professionali

Le malattie professionali, costituiscono un importante problema sociale, nonostante siano di minore impatto sui mezzi d’informazione. Esse sono quelle patologie dovute alla presenza di fattori nocivi o rischiosi all’interno dell’ambiente di lavoro. I fattori scatenanti sono molteplici. Di solito sono il frutto di ambienti di lavoro non igienici, sistemi di sicurezza carenti, elevati ritmi di lavoro. Nell’Unione Europea è stato stimato che 142 mila persone muoiano ogni anno per malattie dovute al lavoro (di cui 21 mila per malattie da amianto). L’ Italia si caratterizza come uno dei paesi europei con minor numero di malattie professionali denunciate. Dal 1965 esiste un elenco (aggiornato nel 1994) di malattie professionali riconosciute. Se una malattia non è presente nell’elenco, occorre dimostrare il nesso tra patologia e attività lavorativa per aver diritto al risarcimento. Inoltre è evidente un sostanziale cambiamento del tipo di malattie da lavoro, difatti se fino a qualche tempo fa le malattie professionali erano caratteristiche attribuite soltanto all’industria e all’agricoltura (intossicazioni, infortuni, agenti cancerogeni...), al giorno d’oggi anche i lavori d’ufficio e del terziario in generale sono considerati a rischio. In particolare, continuano a crescere le segnalazioni di malattie muscolo-scheletriche come tendiniti di mano e braccio, sindrome del tunnel carpale ed ernia discale. Sono in progressiva diminuzione malattie quali intossicazioni da metalli o da sostanze chimiche, ipoacusie da rumore, dermatiti da contatto, silicosi ed asma bronchiale. Nel caso di malattia professionale è necessario informare il datore di lavoro entro 15 giorni dal manifestarsi della malattia. Il datore dovrà darne notizia all’INAIL entro 2 giorni in caso di infortunio e 5 in caso di malattia professionale. Se si tratta di una malattia mortale o con rischio di morte, il datore di lavoro dovrà farlo presente all’INAIL entro 24 ore.