Si sa che mangiare bene fa rimanere il nostro corpo sano e in forma. Purtroppo lavorando si dimentica questo semplice principio. Vuoi perché si fatica tanto, vuoi, e forse di più, che durante la giornata si accumula un sacco di stress legato al lavoro, fatto sta che alla fine ci si riempe di cibi poco sani e iper calorici. Invece mangiare bene ci aiuterebbe ad affrontare in maniera più equilibrata tutta la giornata, donandoci anche un maggior senso di controllo e di razionalizzazione dei problemi lavorativi.
Se andiamo ad analizzare, i pasti tipici di un impiegato prevedono: 5/6 caffè, di cui uno consumato al posto della colazione; un pranzo anche piuttosto ricco a mensa o in un bar; cena altrettanto ricca per rifarsi di tutto quello a cui si è dovuto rinunciare a pranzo. Quello che è appena stato descritto è il modo migliore per ingrassare e sviluppare patologie come stipsi cronica, eccesso di colesterolo e diabete.
L’ideale sarebbe fare una colazione con latte e cereali, oppure lo yogurt o ancora un succo di frutta con un paio di fette biscottate e magari anche il caffè. A pranzo qualcosa di poco elaborato, che non significa niente pasta, ma che perlomeno sia condita in maniera semplice, con l’aggiunta di frutta e verdura, per arrivare alle 5 porzioni indispensabili ogni giorno. Fra la colazione e il pranzo non va dimenticato uno spuntino con la frutta, che serve e recuperare energie. A cena invece bisogna puntare sulle proteine (carne e pesce) con verdura, frutta e un po’ di pane.
Non morirete di fame e vi sentirete meglio di sicuro.
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venerdì 24 giugno 2011
martedì 14 giugno 2011
Stress lavoro correlato: indicatori, test, sintomi
Lo stress non viene considerato una malattia, ma questo non significa che non crei problemi fisici e psicologici. Sempre più si sta diffondendo quello che viene definito stress da lavoro correlato, legato cioè all’attività lavorativa. Questo tipo di stress non fa distinzioni, ne soffrono i dirigenti, per i troppi compiti che hanno da portare a termine, ma anche i precari, a causa dell’incertezza di cui è costellata la loro vita.
Gli indicatori dello stress da lavoro correlato non sono circoscrivibili, ma in generale si hanno alcuni sintomi comuni. A livello fisico lo stress può causare cardiopatie, disturbi gastroenterici, respiratori, locomotori e della qualità del sonno. Più evidenti sono i sintomi comportamentali: insicurezza, indecisione, meno capacità di giudizio, suscettibilità, difficoltà nei rapporti interpersonali, assuefazione da alcool e fumo e disturbi nel comportamento alimentare. A livello psicologico c’è una riduzione dell’attenzione, irritabilità, ansia, crisi depressive, crisi di pianto, autocritica eccessiva, pessimismo, cattivo umore generale.
In ogni caso il datore di lavoro deve correre ai ripari e assicurare la salute dei suoi dipendenti. Per questa ragione l’INAIL dal 19 maggio ha pubblicato online un manuale di valutazione dello stress da lavoro correlato, corredato di schede di valutazione, sia preliminare che approfondita, che possono essere usate in tutte le aziende. La valutazione preliminare serve a farsi un quadro generale della situazione, se da questa emergono dei fattori di rischio occorre effettuare un’analisi approfondita e adottare delle misure correttive, che emergono dall’interrogazione diretta dei dipendenti tramite questionario.
Le misure principali da prendere in considerazione riguardano la riduzione della pressione suoi lavoratori, creare orari lavorativi adeguati e un divisione dei compiti equa. Il lavoratore invece deve cominciare ad avere un atteggiamento di accettazione e se non basta deve scomporre i problemi in maniera da affrontarne un po’ per volta. È importante anche avere un’alimentazione corretta e praticare un’attività fisica in maniera regolare, perché così si liberano endorfine, che migliorano l’umore generale
Gli indicatori dello stress da lavoro correlato non sono circoscrivibili, ma in generale si hanno alcuni sintomi comuni. A livello fisico lo stress può causare cardiopatie, disturbi gastroenterici, respiratori, locomotori e della qualità del sonno. Più evidenti sono i sintomi comportamentali: insicurezza, indecisione, meno capacità di giudizio, suscettibilità, difficoltà nei rapporti interpersonali, assuefazione da alcool e fumo e disturbi nel comportamento alimentare. A livello psicologico c’è una riduzione dell’attenzione, irritabilità, ansia, crisi depressive, crisi di pianto, autocritica eccessiva, pessimismo, cattivo umore generale.
In ogni caso il datore di lavoro deve correre ai ripari e assicurare la salute dei suoi dipendenti. Per questa ragione l’INAIL dal 19 maggio ha pubblicato online un manuale di valutazione dello stress da lavoro correlato, corredato di schede di valutazione, sia preliminare che approfondita, che possono essere usate in tutte le aziende. La valutazione preliminare serve a farsi un quadro generale della situazione, se da questa emergono dei fattori di rischio occorre effettuare un’analisi approfondita e adottare delle misure correttive, che emergono dall’interrogazione diretta dei dipendenti tramite questionario.
Le misure principali da prendere in considerazione riguardano la riduzione della pressione suoi lavoratori, creare orari lavorativi adeguati e un divisione dei compiti equa. Il lavoratore invece deve cominciare ad avere un atteggiamento di accettazione e se non basta deve scomporre i problemi in maniera da affrontarne un po’ per volta. È importante anche avere un’alimentazione corretta e praticare un’attività fisica in maniera regolare, perché così si liberano endorfine, che migliorano l’umore generale
martedì 7 giugno 2011
Sei stressato?Verificalo con StressCheck.
Un popolare spot diceva “C’è un app per tutto” e alla fine è vero, perché c’è un’applicazione anche per valutare il livello di stress da lavoro correlato. La legge vuole che il datore di lavoro verifichi il livello di stress dei propri dipendenti, ma se proprio non vi fidate del vostro capo potete utilizzare Stress Check. È un'utile applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch da scaricare direttamente da iTunes e in maniera del tutto gratuita. Ma come funziona? Basta rispondere a 20 domande, ognuna ha il suo punteggio e la loro somma vi dà il livello generale di stress. In più l'applicazione è in grado di dirvi in quale ambito della vostra vita risiedono le maggiori fonti di stress indicandovi di quale tipo soffrite, i suoi sintomi e come potete combatterlo. L’ultima versione, 1.4, vi permette di salvare il punteggio ottenuto e monitorare i cambiamenti, si spera in meglio, del vostro stile di vita e del livello di stress a cui siete sottoposti. Pagando una piccola cifra avrete a disposizione anche dei video di Office Yoga e degli esercizi di meditazione, i primi sono ideati appositamente per essere svolti in spazi piccoli, come appunto l’ufficio; i secondi invece servono per il rilassamento profondo e per ricevere una carica di ottimismo.
Il software è prodotto da AIIR LLC sulla base di una serie di ricerche scientifiche in questo campo
mercoledì 1 giugno 2011
Donne medico: report scioccante dell'ordine dei medici
A quanto pare neanche le donne medico possono sentirsi tranquille. Il report “Donne medico: indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenza” dell’Ordine dei medici di Roma parla da solo, già dal titolo.
Addirittura il 46,4% delle donne medico afferma di essere stata molestata almeno una volta in ambito lavorativo, il che di per sé è scioccante, se non fosse che a volte queste molestie vengono proprio dai superiori. Neanche l’ambito medico, dove il rispetto dell’essere umano dovrebbe essere massimo, si salva di questi episodi disdicevoli. Naturalmente non è sufficiente l’umiliazione e la sofferenza che derivano da una violenza sul luogo di lavoro, infatti i danni si ripercuotono su tutta la vita di queste donne, che a volte lasciano il lavoro, che si trovano sotto stress e che addirittura cambiano stile di vita. Sempre dal sondaggio le più colpite sono donne tra i 35 e i 54 anni, nubili, separate e divorziate, quindi che appaiono più deboli e indifese. Nonostante tutto, unica nota positiva, il 60% di loro afferma di amare la propria professione, almeno quello!
Addirittura il 46,4% delle donne medico afferma di essere stata molestata almeno una volta in ambito lavorativo, il che di per sé è scioccante, se non fosse che a volte queste molestie vengono proprio dai superiori. Neanche l’ambito medico, dove il rispetto dell’essere umano dovrebbe essere massimo, si salva di questi episodi disdicevoli. Naturalmente non è sufficiente l’umiliazione e la sofferenza che derivano da una violenza sul luogo di lavoro, infatti i danni si ripercuotono su tutta la vita di queste donne, che a volte lasciano il lavoro, che si trovano sotto stress e che addirittura cambiano stile di vita. Sempre dal sondaggio le più colpite sono donne tra i 35 e i 54 anni, nubili, separate e divorziate, quindi che appaiono più deboli e indifese. Nonostante tutto, unica nota positiva, il 60% di loro afferma di amare la propria professione, almeno quello!
martedì 24 maggio 2011
Quando l'abbigliamento è più importante del cv
Se non bastano i normali problemi giornalieri a causarvi lo stress da lavoro correlato, adesso potete aggiungere anche il modo di vestire a quello che i vostri capi noteranno per farvi fare carriera. Infatti, a quanto pare, non basta lavorare 11 ore al giorno, essere sempre puntuali, saltare la pausa pranzo e guadagnare due soldi, dovete fare tutto questo anche indossando determinati abiti. Judi James, un’esperta inglese di body language ha appena pubblicato “Hai le scarpe giuste per chiedere un aumento?”. Sono infatti le scarpe la prima cosa che risalta all’occhio (sono certa che pensavate fosse il curriculum…). Il plateau dimostra la voglia delle donne di sovrastare l’uomo e di avere il controllo di tutto, le scarpe comode, invece, non vi faranno fare carriera, perché il tacco a spillo dimostra che non si teme il sacrificio che la scalata del potere richiede. Certo è che finora non mi è mi capitato di vedere un CEO uomo indossare dei tacchi a spillo, ma come al solito le donne devono fare il doppio per essere giudicate la metà. Per l’uomo le scarpe con le stringhe sono per chi è meticoloso, intellettuale e stratega; il mocassino è da pigro; gli scarponcini di camoscio sono per chi aggira le regole e non fa carriera.
Passiamo ora ai capelli, le more hanno la meglio, perché le bionde, evviva i luoghi comuni, sono più stupide e superficiali. Mentre per gli uomini l’orribile riporto è segno di carattere combattivo.
La borsa svela il carattere delle donne: con molte tasche vuol dire che sei disorganizzata, a tracolla sei pratica e se hai una pochette sei maniaca della disciplina. Per l’uomo invece è la camicia l’elemento rivelatore, se metti la cravatta bordeaux sulla camicia azzurra, non sei daltonico ma meriti fiducia, idem se la porti bianca.
Se non bastasse l’abbigliamento fate attenzione anche a come vi muovete: toccarsi i capelli è auto consolatorio, muovere il piede è segno d’impazienza, mangiare la penna è sintomo di distrazione, mentre chi gioca con gli occhiali è un maniaco del controllo che non sopporta non essere ascoltato. Pensate in riunione una combo mangiatore-di-penna vs giocatore-di-occhiali, forse si accapiglierebbero...
Passiamo ora ai capelli, le more hanno la meglio, perché le bionde, evviva i luoghi comuni, sono più stupide e superficiali. Mentre per gli uomini l’orribile riporto è segno di carattere combattivo.
La borsa svela il carattere delle donne: con molte tasche vuol dire che sei disorganizzata, a tracolla sei pratica e se hai una pochette sei maniaca della disciplina. Per l’uomo invece è la camicia l’elemento rivelatore, se metti la cravatta bordeaux sulla camicia azzurra, non sei daltonico ma meriti fiducia, idem se la porti bianca.
Se non bastasse l’abbigliamento fate attenzione anche a come vi muovete: toccarsi i capelli è auto consolatorio, muovere il piede è segno d’impazienza, mangiare la penna è sintomo di distrazione, mentre chi gioca con gli occhiali è un maniaco del controllo che non sopporta non essere ascoltato. Pensate in riunione una combo mangiatore-di-penna vs giocatore-di-occhiali, forse si accapiglierebbero...
martedì 17 maggio 2011
Mangia bene e evita lo stress
Spesso, fra gli effetti dello stress lavorativo, con orari sballati e i pranzi frettolosi, c’è quello di prendere peso e soprattutto intaccare il benessere del nostro corpo. Allo stesso tempo lo stress da lavoro può essere combattuto anche con una alimentazione sana. Innanzitutto ci vuole calma, la pausa pranzo è un momento per rilassarsi e mangiare tranquillamente, il più lontano possibile da computer. Sulla scrivania bisogna tenere sempre una bottiglia d’acqua e cercare di berla tutta entro fine giornata, magari alternando con the e tisane. L’ideale sarebbero piatti leggeri e cotti in maniera semplice, d’estate con la grande scelta di frutta e verdura saporita ci si può sbizzarrire in ogni modo. Gli spuntini del mezzo pomeriggio possono essere deleteri se fatti a base di snack delle macchinette, meglio la frutta o un caffè. Se proprio c’è fretta di mangiare a pranzo va bene anche il bar, ma il panino troppo imbottito e pieno di salse andrebbe evitato. Inoltre è provato che mangiare velocemente, anche se in quantità giuste, fa male all’organismo e fa ripresentare prima la fame. Quindi, anche in ufficio dieta sana e equilibrata, che ci farà sentire meglio dentro e apparire bene fuori.
martedì 22 febbraio 2011
Sicurezza delle donne sul lavoro,convegno Cagliari
Si terrà il 22 febbraio a Cagliari il seminario "Tutela della salute e la sicurezza sul lavoro in un’ottica di genere", incontro organizzato da ASL 8 di Cagliari e la sezione regionale INAIL.
Il seminario è stavo convocato per affrontare i temi della sicurezza sul lavoro e in particolare della sicurezza delle donne. Un dibattito che riguarderà i dettami del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro D.lgs 81/08 in merito a incolumità dei dipendenti, benessere fisico e psicologico della persona. Stress lavoro correlato e vita di un lavoratore in azienda.
Temi cruciali nel dibattito inerente il lavoro e la sua necessità di sicurezza, affrontanti però da un punto di vista femminile. Concentrando l’attenzione su come e in che quantità le difficoltà di tutti i lavoratori si modifichino nel caso in cui questi siano donne, un’analisi di un aspetto delicato e di fondamentale importanza.
La differenza tra uomo e donna, finalmente non intesa come discriminante, è una variante di studio sulla quale gli organismi e le istituzioni europee invitano a discutere e riflette. Per un miglioramento delle condizioni di lavoro di ambo i sessi e per un miglioramento della condizione della donna lavoratrice.
Questa la news Formazione su salute e sicurezza sul lavoro in un'ottica di genere pubblicata sul sito dei sistema informativo del lavoro della Regione Sardegna.
Il seminario è stavo convocato per affrontare i temi della sicurezza sul lavoro e in particolare della sicurezza delle donne. Un dibattito che riguarderà i dettami del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro D.lgs 81/08 in merito a incolumità dei dipendenti, benessere fisico e psicologico della persona. Stress lavoro correlato e vita di un lavoratore in azienda.
Temi cruciali nel dibattito inerente il lavoro e la sua necessità di sicurezza, affrontanti però da un punto di vista femminile. Concentrando l’attenzione su come e in che quantità le difficoltà di tutti i lavoratori si modifichino nel caso in cui questi siano donne, un’analisi di un aspetto delicato e di fondamentale importanza.
La differenza tra uomo e donna, finalmente non intesa come discriminante, è una variante di studio sulla quale gli organismi e le istituzioni europee invitano a discutere e riflette. Per un miglioramento delle condizioni di lavoro di ambo i sessi e per un miglioramento della condizione della donna lavoratrice.
Questa la news Formazione su salute e sicurezza sul lavoro in un'ottica di genere pubblicata sul sito dei sistema informativo del lavoro della Regione Sardegna.
martedì 11 gennaio 2011
Sicurezza sul lavoro, intesa Regione Umbria e INAIL
La Regione Umbria e l'Inail hanno formato un protocollo d'intesa in tema di sicurezza sul lavoro con l'obiettivo di proseguire la cooperazione tra i due enti per una diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Con particolare attenzione posta questa volta sullo stress lavoro correlato.
Per quanto riguarda lo stress lavorativo il progetto prevede il prosieguo delle correnti attività di analisi dei lavoratori che avevano presentato alterazioni dei parametri clinici e strumentali utilizzati per lo screening e il lancio di un focus sullo stress correlato tenendo conto delle normative attuali che hanno previsto l'obbligo per le aziende della stesura del "Documento valutazione rischio stress lavoro correlato" entro il 31 dicembre del 2010.
Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, in particolare la salute a contatto con agenti chimici e ambientali novici, è stata rifinanziata e sollecitata nel continurare l'opera del progetto "Prevenzione dei rischi e delle patologie professionali” nel cui ambito si è realizzata la sorveglianza sanitaria sui lavoratori e ex lavoratori esposti al rischio amianto.
L'intero testo dell'intesa Regione Umbria e INAIL sulla sicurezza sul lavoro è consultabile in PDF sul sito regionale dell'INAIL.
Per quanto riguarda lo stress lavorativo il progetto prevede il prosieguo delle correnti attività di analisi dei lavoratori che avevano presentato alterazioni dei parametri clinici e strumentali utilizzati per lo screening e il lancio di un focus sullo stress correlato tenendo conto delle normative attuali che hanno previsto l'obbligo per le aziende della stesura del "Documento valutazione rischio stress lavoro correlato" entro il 31 dicembre del 2010.
Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, in particolare la salute a contatto con agenti chimici e ambientali novici, è stata rifinanziata e sollecitata nel continurare l'opera del progetto "Prevenzione dei rischi e delle patologie professionali” nel cui ambito si è realizzata la sorveglianza sanitaria sui lavoratori e ex lavoratori esposti al rischio amianto.
L'intero testo dell'intesa Regione Umbria e INAIL sulla sicurezza sul lavoro è consultabile in PDF sul sito regionale dell'INAIL.
lunedì 3 gennaio 2011
Parte l'obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato
È in vigore dal 1 gennaio 2011 l’obbligo per le aziende di stesura del documento valutazione rischio stress. Un obbligo atteso, previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, in base al quale le aziende dovranno valutare e descrivere se nell’azienda esistano avvisaglie e sintomi da stress lavoro correlato.
Lo stress lavoro correlato, le patologie derivate dalle condizioni di lavoro, dai rapporti personali tra i dipendenti e i capi, dalle situazioni ambientali, sono ormai da tempo considerate vere e proprie patologie che possono gravare sulla salute dei lavoratori al pari degli infortuni fisici.
Da tempo le attenzioni delle istituzioni, del legislatore e degli enti previdenziali sono centrate sull’insorgere e la presenza di queste patologie. Ora entra in vigore un obbligo di legge che chiarisce definitivamente come lo stress sia una malattia presente, diagnosticabile, curabile.
Con l'entrata in vigore dell'obbligo di valutazione del rischio stress, le aziende dovranno seguire abitualmente le condizioni ambientali e umane in cui si trovano i propri lavoratori e prevenire qualora fosse necessario l'insorgere di patologie, malattie, stanchezze mentali causate dalle condizioni di lavoro. Un impegno da affiancare alle altre prassi riguardanti la tutela della sicurezza dei lavoratori, la stesura del Documento valutazione rischi, la presenza in strutura delle figure professionali addette alla sicurezza come RSPP, RLS, addetto primo soccorso.
Il Testo Unico sull Sicurezza sul Lavoro è online sul sito del Parlamento Italiano.
Lo stress lavoro correlato, le patologie derivate dalle condizioni di lavoro, dai rapporti personali tra i dipendenti e i capi, dalle situazioni ambientali, sono ormai da tempo considerate vere e proprie patologie che possono gravare sulla salute dei lavoratori al pari degli infortuni fisici.
Da tempo le attenzioni delle istituzioni, del legislatore e degli enti previdenziali sono centrate sull’insorgere e la presenza di queste patologie. Ora entra in vigore un obbligo di legge che chiarisce definitivamente come lo stress sia una malattia presente, diagnosticabile, curabile.
Con l'entrata in vigore dell'obbligo di valutazione del rischio stress, le aziende dovranno seguire abitualmente le condizioni ambientali e umane in cui si trovano i propri lavoratori e prevenire qualora fosse necessario l'insorgere di patologie, malattie, stanchezze mentali causate dalle condizioni di lavoro. Un impegno da affiancare alle altre prassi riguardanti la tutela della sicurezza dei lavoratori, la stesura del Documento valutazione rischi, la presenza in strutura delle figure professionali addette alla sicurezza come RSPP, RLS, addetto primo soccorso.
Il Testo Unico sull Sicurezza sul Lavoro è online sul sito del Parlamento Italiano.
giovedì 25 novembre 2010
INAIL e malattie sul lavoro, oggi convegno a Roma
Continuano i dibattiti sulle malattie professionali, sullo stress lavoro correlato e le altre patologie derivanti dalle differenti condizioni in cui le persone di sotrvano durante la giornata lavorativa. Oggi l'INAL e il suo Dipartimento Processi Organizzativi (ex ISPESL) affrtonteranno il tema in un convegno, partendo da un sisitema proprietario di rilevazione e accumulo dati chiamato MALPROF. Sistema di sorveglianza MALPROF. (Chiaramente tratto da malattie e professionali).
MALPROF, moderno sistema di sorveglianza, che archivia e analizza le segnalazioni riguardanti l’esistenza di patologie professionali. Una banca dati alla quale rivolgersi per monitorare costantemente la salute dei lavoratori, e dalla quale ricavare percentuali, consulenza stress lavoro correlato, numeri buoni per la pianificazione di iniziative e campagne di informazione e sensibilizzazione.
MALPROF, moderno sistema di sorveglianza, che archivia e analizza le segnalazioni riguardanti l’esistenza di patologie professionali. Una banca dati alla quale rivolgersi per monitorare costantemente la salute dei lavoratori, e dalla quale ricavare percentuali, consulenza stress lavoro correlato, numeri buoni per la pianificazione di iniziative e campagne di informazione e sensibilizzazione.
venerdì 19 novembre 2010
Lo stress correlato al lavoro
Lo stress correlato al lavoro è un disturbo emergente, ne soffre 1 italiano su 4 e circa il 27% dei lavoratori ed è considerata la causa, secondo dati dell'Inail, di oltre la metà delle giornate di assenza in un anno. Tutto ciò comporta costi che si aggirano intorno ai 20 miliardi di euro l'anno fra spese sanitarie e giornate di lavoro perse per le imprese. Allo scopo di dare quindi alle imprese l’opportunità di migliorarsi sia sotto un profilo economico che gestionale è aumentato sempre di più l’obbligo per loro di osservare il Decreto Legislativo 81/08, il quale le pone in una posizione di rivalutare l’organizzazione interna della propria azienda, società, ente e non solo per adempiere un obbligo normativo. In esso è stato esplicitato con chiarezza, all’art.28, che la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi tra cui anche quelli collegati allo stress correlato al lavoro. Nell’ottica quindi di un moderno concetto di rischio sul lavoro non si può più considerare solo il pericolo derivante dall’eventuale danno per la salute fisica dei lavoratori ma è necessario comprendere anche i nuovi rischi che incidono sul benessere psicofisico e sull’integrità complessiva della persona (stress, burn-out, mobbing, ecc). Lo scopo di tale valutazione rimane quindi quello di guidare e sostenere i Datori di lavoro e i Lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.
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