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mercoledì 1 giugno 2011

Donne medico: report scioccante dell'ordine dei medici

A quanto pare neanche le donne medico possono sentirsi tranquille. Il report “Donne medico: indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenza” dell’Ordine dei medici di Roma parla da solo, già dal titolo.

Addirittura il 46,4% delle donne medico afferma di essere stata molestata almeno una volta in ambito lavorativo, il che di per sé è scioccante, se non fosse che a volte queste molestie vengono proprio dai superiori. Neanche l’ambito medico, dove il rispetto dell’essere umano dovrebbe essere massimo, si salva di questi episodi disdicevoli. Naturalmente non è sufficiente l’umiliazione e la sofferenza che derivano da una violenza sul luogo di lavoro, infatti i danni si ripercuotono su tutta la vita di queste donne, che a volte lasciano il lavoro, che si trovano sotto stress e che addirittura cambiano stile di vita. Sempre dal sondaggio le più colpite sono donne tra i 35 e i 54 anni, nubili, separate e divorziate, quindi che appaiono più deboli e indifese. Nonostante tutto, unica nota positiva, il 60% di loro afferma di amare la propria professione, almeno quello!

lunedì 30 maggio 2011

Social Dress, la sostenibilità va di moda

L’Università Bocconi sviluppa un’idea da lanciare in occasione dell’EXPO 2015 di Milano. Il punto focale è diffondere il concetto di sostenibilità sociale (l’etica di business, il rispetto delle persone, salute e sicurezza sul luogo di lavoro e i diritti e le pari opportunità dei lavoratori) per tutte quelle aziende che si occupano di moda. Il nuovo marchio si chiamerà proprio Social Dress e darà un’indicazione chiara di quanto quell’azienda sia sostenibile, tramite l’uso di una scala di vestitini stilizzati: 5 per chi è un esempio di virtù, 1 per chi ha decisamente bisogno di migliorare.

Ormai la sostenibilità è un valore aggiunto del brand, a cui i consumatori danno molta importanza, specialmente per ciò che riguarda la protezione dell’ambiente: uso di coloranti sicuri, le basse produzioni di CO2, le produzioni a Km0. Oltre che alle aziende il progetto Social Dress è rivolto anche ai consumatori, con l’aspettativa di creare un circolo virtuoso in cui chi produce in maniera sostenibile, vende a chi sostiene la sostenibilità.

martedì 22 febbraio 2011

Sicurezza delle donne sul lavoro,convegno Cagliari

Si terrà il 22 febbraio a Cagliari il seminario "Tutela della salute e la sicurezza sul lavoro in un’ottica di genere", incontro organizzato da ASL 8 di Cagliari e la sezione regionale INAIL.

Il seminario è stavo convocato per affrontare i temi della sicurezza sul lavoro e in particolare della sicurezza delle donne. Un dibattito che riguarderà i dettami del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro D.lgs 81/08 in merito a incolumità dei dipendenti, benessere fisico e psicologico della persona. Stress lavoro correlato e vita di un lavoratore in azienda.

Temi cruciali nel dibattito inerente il lavoro e la sua necessità di sicurezza, affrontanti però da un punto di vista femminile. Concentrando l’attenzione su come e in che quantità le difficoltà di tutti i lavoratori si modifichino nel caso in cui questi siano donne, un’analisi di un aspetto delicato e di fondamentale importanza.

La differenza tra uomo e donna, finalmente non intesa come discriminante, è una variante di studio sulla quale gli organismi e le istituzioni europee invitano a discutere e riflette. Per un miglioramento delle condizioni di lavoro di ambo i sessi e per un miglioramento della condizione della donna lavoratrice.

Questa la news Formazione su salute e sicurezza sul lavoro in un'ottica di genere pubblicata sul sito dei sistema informativo del lavoro della Regione Sardegna.

venerdì 26 novembre 2010

Rischi per la vista per i lavoratori

Nell’ambito della tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza negli ambienti di lavoro, beneficiari di particolari cautele in ordine ai rischi per la vista e per gli occhi, nonché legati alla postura sono tutti quei lavoratori che utilizzano un'attrezzatura munita di videoterminali per almeno venti ore settimanali. Essi hanno diritto alla cosiddetta sorveglianza sanitaria. (Direttiva n. 270/1990 della CEE, nonché la Circolare 22 Febbraio 1991 n. 7/911). E se il datore di lavoro nega questo diritto è prevista la pena dell’arresto (da 3 a 6 mesi) o quella dell’ammenda da 2.500 a 6.400 euro. Le venti ore settimanali sono calcolate al netto delle pause cui ha diritto il lavoratore: quest’ultimo, infatti, ha titolo a un’interruzione dell’attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. Il lavoratore, inoltre, ha diritto a essere sottoposto a visita di controllo, dietro sua richiesta, qualora la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta ed il datore di lavoro è tenuto a fornire a sue spese ai lavoratori tutti i dispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dell’attività svolta. 

martedì 23 novembre 2010

Le malattie professionali

Le malattie professionali, costituiscono un importante problema sociale, nonostante siano di minore impatto sui mezzi d’informazione. Esse sono quelle patologie dovute alla presenza di fattori nocivi o rischiosi all’interno dell’ambiente di lavoro. I fattori scatenanti sono molteplici. Di solito sono il frutto di ambienti di lavoro non igienici, sistemi di sicurezza carenti, elevati ritmi di lavoro. Nell’Unione Europea è stato stimato che 142 mila persone muoiano ogni anno per malattie dovute al lavoro (di cui 21 mila per malattie da amianto). L’ Italia si caratterizza come uno dei paesi europei con minor numero di malattie professionali denunciate. Dal 1965 esiste un elenco (aggiornato nel 1994) di malattie professionali riconosciute. Se una malattia non è presente nell’elenco, occorre dimostrare il nesso tra patologia e attività lavorativa per aver diritto al risarcimento. Inoltre è evidente un sostanziale cambiamento del tipo di malattie da lavoro, difatti se fino a qualche tempo fa le malattie professionali erano caratteristiche attribuite soltanto all’industria e all’agricoltura (intossicazioni, infortuni, agenti cancerogeni...), al giorno d’oggi anche i lavori d’ufficio e del terziario in generale sono considerati a rischio. In particolare, continuano a crescere le segnalazioni di malattie muscolo-scheletriche come tendiniti di mano e braccio, sindrome del tunnel carpale ed ernia discale. Sono in progressiva diminuzione malattie quali intossicazioni da metalli o da sostanze chimiche, ipoacusie da rumore, dermatiti da contatto, silicosi ed asma bronchiale. Nel caso di malattia professionale è necessario informare il datore di lavoro entro 15 giorni dal manifestarsi della malattia. Il datore dovrà darne notizia all’INAIL entro 2 giorni in caso di infortunio e 5 in caso di malattia professionale. Se si tratta di una malattia mortale o con rischio di morte, il datore di lavoro dovrà farlo presente all’INAIL entro 24 ore.

venerdì 19 novembre 2010

Lo stress correlato al lavoro

Lo stress correlato al lavoro è un disturbo emergente, ne soffre 1 italiano su 4 e circa il 27% dei lavoratori ed è considerata la causa, secondo dati dell'Inail, di oltre la metà delle giornate di assenza in un anno. Tutto ciò comporta costi che si aggirano intorno ai 20 miliardi di euro l'anno fra spese sanitarie e giornate di lavoro perse per le imprese. Allo scopo di dare quindi alle imprese l’opportunità di migliorarsi sia sotto un profilo economico che gestionale è aumentato sempre di più l’obbligo per loro di osservare il Decreto Legislativo 81/08, il quale le pone in una posizione di rivalutare l’organizzazione interna della propria azienda, società, ente e non solo per adempiere un obbligo normativo. In esso è stato esplicitato con chiarezza, all’art.28, che la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi tra cui anche quelli collegati allo stress correlato al lavoro. Nell’ottica quindi di un moderno concetto di rischio sul lavoro non si può più considerare solo il pericolo derivante dall’eventuale danno per la salute fisica dei lavoratori ma è necessario comprendere anche i nuovi rischi che incidono sul benessere psicofisico e sull’integrità complessiva della persona (stress, burn-out, mobbing, ecc). Lo scopo di tale valutazione rimane quindi quello di guidare e sostenere i Datori di lavoro e i Lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.

martedì 16 novembre 2010

La formazione sulla sicurezza sul lavoro

La formazione sulla sicurezza sul lavoro è la chiave per mettere al sicuro il capitale umano di un’azienda ed è un elemento fondamentale in materia di sicurezza sul lavoro, divenendo  indispensabile, oltreché obbligatoria, con il D.Lgs. 81/2008, e attraverso il più recente D.Lgs 106/2009 è stata ampliata la sua  sfera di applicazione. Con il decreto appena citato si ribadisce  l’obbligo per il lavoratore quanto per il datore di lavoro, a seguire dei corsi di formazione in materia di sicurezza. Il datore di lavoro in particolare dovrà essere in grado di operare in qualità responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). Allo scopo di promuovere l’informazione tra lavoratori e datori di lavoro, la legge prevede l’obbligo di seguire corsi di formazione per la sicurezza per entrambe le categorie. Sia per quanto riguarda i corsi per i lavoratori che per i corsi RSSP destinati ai datori di lavoro, possono essere organizzati presso la sede dell’azienda oppure essere seguiti direttamente online, in entrambe i casi, a conclusione del corso gli allievi dovranno sostenere un test per il conseguimento dell’attestato. La prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro prevede l’obbligo formativo, informativo ed eventualmente di addestramento per tutto il personale aziendale. La formazione è prevista come facoltativa invece solo per i collaboratori familiari e per i liberi professionisti, ma in questo caso il costo grava direttamente su di essi.

venerdì 12 novembre 2010

La musicoterapia

Salute e benessere mentale e fisico sono da considerarsi i beni più preziosi che l’uomo deve salvaguardare. Oggi come oggi i metodi per rilassarsi sono diversi ed alcuni vengono utilizzati anche a livello terapeutico, come la musicoterapia. Essa è una tecnica che utilizza la musica come strumento terapeutico, grazie ad un impiego razionale dell’elemento sonoro, allo scopo di promuovere il benessere dell’intera persona, corpo, mente, e spirito. La musicoterapia viene impiegata in diverse campi, che spaziano da quello della salute, come prevenzione, riabilitazione e sostegno, a quello del benessere al fine di ottenere un migliore equilibrio e armonia psico-fisica. Curarsi con la musica, però, non vuol dire soltanto ricevere o ascoltare passivamente la musica, ma vuol dire anche cercare di esprimere la musica che abbiamo dentro e quindi vuol dire cantare, vuol dire suonare uno strumento. Oggi la musicoterapia viene applicata nel trattamento di moltissime patologie fisiche, psicologiche e psichiatriche e con esiti eccellenti. Un ruolo fondamentale ricopre la musicoterapia nel trattamento dell'autismo nei bambini ed ottiene risultati sorprendenti anche sui malati di Alzheimer, impareggiabile è l'effetto della musica su chi soffre di depressione o di esaurimento, ma anche semplicemente su chi rischia, a causa delle condizione in cui vive, di chiudersi in se stesso e di perdere la capacità di socializzare e comunicare con gli altri, è il caso, ad esempio, delle persone anziane.

mercoledì 10 novembre 2010

Mobbing sul lavoro

Secondo un monitoraggio Inspel, un milione e mezzo di lavoratori su 21 milioni di occupati in Italia è vittima del mobbing sul lavoro. È un fenomeno diffuso in tutti i paesi cosiddetti occidentali ma negli ultimi anni, i dati delle varie ricerche stanno riportando risultati allarmanti. Forse questo fenomeno è sempre esistito e nessuno gli aveva dato un nome o forse veramente sta prendendo piede in maniera massiccia solo negli ultimi anni. In qualunque caso non va sottovalutata l’entità di questo problema sociale che turba la vita di moltissimi onesti lavoratori. Molte volte, però, il  lavoratore colpito da mobbing è spesso lasciato solo dalle istituzioni ma soprattutto messo in disparte dai colleghi che lo isolano nella speranza di non venir coinvolti anche loro in questo processo. Il fenomeno del mobbing può essere definito come un insieme di comportamenti molesti messi in atto da uno o più individui nei confronti di un altro individuo che, prolungati nel tempo, per poter parlare di mobbing l'attività persecutoria deve durare più di 6 mesi e deve essere funzionale alla espulsione del lavoratore, causandogli una serie di ripercussioni psico-fisiche. Tra i comportamenti molesti possiamo elencarne i più comuni: umiliazioni, vessazioni, abusi psicologici, demansionamento, emarginazione, maldicenze, etc. In Italia non esiste alcuna legge che tuteli dal mobbing. Si riconduce il danno subito in casi di accertate situazioni di mobbing a “lesioni personali gravi o gravissime, anche colpose che sono perseguibili di ufficio e si ritengono di fatto sussistenti nel caso di riconoscimento dell'origine professionale della malattia”. Quindi, l'arma migliore che il lavoratore ha per difendersi dal mobbing è la denuncia alle autorità competenti. 

lunedì 8 novembre 2010

La sicurezza sul lavoro

Numerose sono le iniziative promosse nelle grandi città dedicate al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. La Regione Lazio con la sua capitale, Roma, affronta questa tematica sia a livello di cronaca, dato che ancora sono numerosi i casi di morti bianche, e sia dai comunicati stampi di enti locali della Regione stessa e provincia, i quali stanno investendo molte risorse, dando molta più attenzione alla sicurezza sul lavoro a Roma come nelle altre città. Pur essendo ogni sede di lavoro soggetta a rischi infortuni per diversi motivi, si è riscontrato che i cantieri in particolar modo, dato anche il particolare lavoro che si svolge,  raccolgono il più alto numero di incidenti sul lavoro. Controverso è stato fino a poco tempo fa, anche il tema di responsabilità in caso di incidenti sul lavoro. A tal proposito, un recente intervento della Cassazione mette fine allo scaricabarile delle responsabilità per la mancata predisposizione delle misure di sicurezza nelle fabbriche e nei posti di lavoro e afferma che, in caso di violazione della normativa sulla sicurezza, ne risponde l’intero Consiglio di amministrazione, nessuno escluso.

mercoledì 3 novembre 2010

Il Codice del Turismo

ll tessuto economico-produttivo italiano sembra abbia retto l’impatto della crisi economica mondiale sebbene siano molte le aziende locali che hanno subito, in questo periodo di difficoltà, rilevanti perdite. 
Secondo il Rapporto Unioncamere 2010, la base imprenditoriale italiana ha continuato ad espandersi nel 2009, anche se con ritmi di crescita più contenuti rispetto agli anni precedenti. 
Un settore che ha osservato un incremento nella crescita e sottoposto ad innovazioni soprattutto dal punto di vista normativo, è quello turistico. 
Recentemente è stato infatti introdotto il cosiddetto “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo approvato dal Consiglio dei ministri, cercando di garantire  servizi alle imprese operanti nel settore  in termini di semplificazione della normativa statale in materia. 
Con esso viene rielaborato il concetto di impresa turistica, finora limitato alle imprese recettive, per includervi anche settori come agenzie di viaggio e tour operator e vengono equiparate le imprese turistiche a quelle industriali ai fini del riconoscimento di contributi, sovvenzioni, agevolazioni di qualsiasi genere
Un’attenzione particolare è data ai percorsi formativi destinati ai giovani, con l’obiettivo di incrementare specifici collegamenti e accordi con il mondo della formazione, volto a garantire il lavoro sia a chi si affaccia al settore per la prima volta sia a chi opera stagionalmente. Concludendo, una maggiore tutela ai turisti, sostenere le imprese per rendere più competitivo il turismo sono gli obiettivi del suddetto Codice.